Dieta e Alimentazione

Reflusso gastroesofageo: cosa faccio? Le raccomandazioni dietetiche della nutrizionista

Il reflusso gastroesofageo è controllabile! Scopriamo insieme come affrontarlo, attraverso dieta e consigli mirati.

Reflusso gastroesofageo: sintomi e cause

Il termine malattia da reflusso gastroesofageo indica una patologia di natura gastroenterologica, spesso recidivante, caratterizzata dal contatto dei succhi gastrici con la parete dell’esofago che determina l’insorgenza di un tipico bruciore retrosternale associato spesso a rigurgito acido.

Il protrarsi del contatto degli acidi gastrici con la mucosa dell’esofago può dare origine a lesioni infiammatorie (esofagite), ulcerazioni fino ad arrivare alla trasformazione metaplastica della mucosa. Il reflusso gastroesofageo è una delle patologie gastrointestinali più diffuse nel mondo e pensate che in Italia ne soffre in media 1 su 3.

Reflusso gastroesofageo: come affrontarlo?
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Se lo sfintere esofageo inferiore (la valvola che separa l’esofago dallo stomaco) non funziona correttamente, il contenuto dello stomaco che si trova nell’addome può risalire lungo l’esofago nel torace.

Il sintomo più comune è il bruciore, a livello dello stomaco o dietro lo sterno ma ci possono anche essere sintomi aspecifici, come raucedine o tosse cronica. Un altro sintomo è il rigurgito del bolo alimentare (a volte fino alla bocca) nelle due ore successive al pasto.

Esistono numerose cause di reflusso gastroesofageo

  1. Sovrappeso, soprattutto se caratterizzato da depositi di grasso addominale: l’accumulo di grasso comporta un aumento della pressione all’interno del compartimento addominale e quindi dello stomaco, che tende a spingere il contenuto gastrico verso l’alto
  2. Fumo di sigaretta
  3. Alcune malattie neurologiche autoimmuni
  4. Assunzione cronica di alcuni farmaci
  5. Livelli insufficienti di Magnesio: essenziale per rilassare i muscoli gastrici e permettere al cibo di arrivare all’intestino
  6. Intolleranze alimentari: il cibo non o parzialmente digerito può causare sintomi da reflusso
  7. Microflora gastrica e intestinale impoverita
  8. Helicobacter pylori: l’infezione da parte di questo batterio è spesso correlata al reflusso gastrico
  9. Stress: l’effetto del cortisolo sul sistema nervoso gastrico non permette una digestione ottimale

Alcuni comportamenti e alimenti possono predisporre o aggravare la sintomatologia da reflusso, aumentando l’acidità gastrica e/o favorendo il rilascio dello sfintere esofageo inferiore. Di seguito qualche semplice consiglio che può aiutarvi a contrastare e a prevenire questa spiacevole condizione!

Reflusso gastroesofageo: raccomandazioni generali e regole comportamentali

Il trattamento di elezione della malattia da reflusso gastroesofageo deve necessariamente prevedere una rivalutazione delle abitudini alimentari del paziente volta a ridurre il peso corporeo (specie la circonferenza addominale) oltre ad eliminare dalla dieta giornaliera quegli alimenti che possono indurre un’eccessiva produzione di acidi gastrici.

Reflusso gastroesofageo: perdere peso è il primo passo per controllarlo!
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Raccomandazioni e regole generali:

  • Evitare di sdraiarsi subito dopo i pasti: attendere 2-3 ore prima di coricarsi
  • Smettere di fumare (fumando s’ingerisce una notevole quantità di aria, che può favorire il reflusso!)
  • Evitare di indossare cinture o abiti molto stretti in vita: aumentano la pressione sull’addome!
  • Alzare la parte anteriore del letto di 10-15 cm: aiuta a mantenere l’esofago in posizione verticale anche quando si è sdraiati e impedisce la risalita di materiale acido dallo stomaco
  • Evitare i pasti abbondanti, preferendo pasti piccoli e frequenti e mangiare lentamente, masticando con calma i bocconi

Reflusso gastroesofageo: come si affronta a tavola?

Il primo passo da fare che può aiutarvi a contrastare e a prevenire questa spiacevole condizione è quello di PERDERE PESO. Come ho scritto in precedenza sovrappeso e obesità possono essere tra le potenziali cause del reflusso gastroesofageo poichè una massa grassa addominale in eccesso potrebbe accentuare la pressione a livello della porzione inferiore dell’esofago. Inoltre è essenziale evitare di abbuffarsi, meglio mangiare poco e più volte al giorno!

Ovviamente anche nel caso della malattia da reglusso gastroesofageo ci sono degli alimenti da evitare, alcuni da limitare e altri da preferire.

  • ALIMENTI DA EVITARE: cibi fritti, carni molto cotte (stracotti, gulasch, bolliti), grassi visibili della carne e degli affettati, superalcolici, burro, margarina
  • ALIMENTI DA LIMITARE: cioccolato, agrumi, pomodoro (soprattutto se crudo), peperoni, cipolle, aglio, peperoncino, menta, pepe, caffè, tè, bevande gassate.

    Reflusso gastroesofageo: evitare bibite gassate
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  • ALIMENTI CONSENTITI: cereali integrali, frutta e verdura, latte o yogurt scremati o parzialmente scremati, carne bianca, pesce magro, uova (non fritte) e olio extra-vergine di oliva a crudo.

Nel seguire le indicazioni si deve però tenere conto che, per ottenere una corretta ed equilibrata alimentazione occorre assumere la giusta quantità dell’alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni alimenti debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente.

Allo scopo di evitare carenze nutrizionali, è opportuno che siano limitati, tra gli alimenti riportati, solo quelli che effettivamente il paziente rileva essere associati alla comparsa o al peggioramento dei sintomi di reflusso gastroesofageo per questo risulta necessario essere seguiti da professionisti che vi possano aiutare e indicare cosa è meglio per voi.

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