La mastoplastica è forse l’intervento di chirurgia estetica più famoso e conosciuto, sicuramente il più “vecchio”, può essere additiva (aumento del seno) o riduttiva. Il primo intervento di cui si ha “traccia” sembra risalga addirittura al 1895, ad opera di tal Vincenz Czerny. Mentre i primi interventi con protocolli medici standard si hanno intorno agli anni ’60 (l’introduzione delle prime protesi a soluzione salina, provate per la prima volta in Francia, è datata 1964). Questo per dire quanto il problema fosse “sentito” dalle donne, sia da coloro che hanno un seno piccolo, ma anche da chi ha un seno troppo abbondante con cui “convivere”.

Mastoplastica: boom di interventi in Italia e nel mondo

Negli Stati Uniti gli interventi più eseguiti sono stati la mastoplastica additiva (1°
posizione, + 4%), la lipoaspirazione (+6%), la rinoplastica (+2%), la blefaroplastica (+2%) e il lifting (+4%), che nel 2016 è entrato per la prima volta nella top five scalzando l’addominoplastica (dati 2016). E in Italia? Nel 2017 l’Italia supera il milione di interventi estetici, e risulta essere nella top ten dei paesi in cui viene eseguito il maggior numero di trattamenti estetici. L’intervento al seno anche in Italia è quello più richiesto: la mastoplastica additiva detiene il primato, a pari merito con la rinoplastica. Le regioni in cui si eseguono il maggior numero di interventi sono Lombardia e Lazio.

Rifarsi il seno: la visita preliminare

Un intervento al seno è comunque un’operazione e come tale deve essere trattata, rispettando tutto quanto il nostro servizio sanitario nazionale prevede, sia in termini di sicurezza che di protocollo sanitario. Durante la visita preliminare è fondamentale non creare false aspettative nella paziente, quanto piuttosto illustrare con estrema chiarezza sia i risultati ottenibili che le possibili complicazioni operatorie e post operatorie. Un chirurgo estetico serio proporrà modifiche al seno tenendo conto dell’aspetto estetico, della costituzione del paziente, e solo alla fine terrà conto dei suoi desiderata. Insomma una 8° misura in una donna di 50 Kg alta 160 cm non sarebbe proprio intervento da accettare! Trovato l’accordo con la paziente si passerà ad esaminare le vari tipologie di protesi ed il tipo di intervento.

Rifarsi il seno, l'intervento di mastoplastica.
Rifarsi il seno, l’intervento di mastoplastica. Photo credit Pexels, by Pixabay

Mastoplastica additiva: la scelta del tipo di protesi

Le prime protesi utilizzate per aumentare il volume del seno (anni 70/80) erano rotonde con silicone molto liquido, lisce e morbidissime, ma proprio per questo gravate dal cosiddetto “rischio di incapsulamento”. In pratica dopo l’impianto della protesi il corpo crea una sottile “sacca” che avvolge la protesi, con il tempo questa sacca tende a farsi spessa e dura, fino a deformare il seno provocando dolore e fuoriuscita di materiale. Le cose sono un po’ migliorate con le protesi testurizzate, a superficie ruvida, con effetto anti incapsulamento. La testurizzazione aggressiva era però associata alla probabilità di “sieromi” (versamenti liquidi all’interno della sacca attorno alla protesi). A metà anni ’90 hanno fatto il debutto sul mercato le protesi anatomiche (quelle “a goccia” per intenderci), fino alle protesi ergonomiche oggi utilizzate, che invece di contenere gel coesivo statico sono riempite con un gel dinamico che cambia forma a seconda della posizione della persona, eretta o sdraiata.

L’intervento di mastopalstica additiva e riduttiva e la mastopessia

Mastoplastica additiva: è il classico intervento volto ad aumentare il volume del seno. Consiste nell’inserire protesi mammarie molli (in gel di silicone, idrogel, o altri materiali) attraverso incisioni chirurgiche necessarie a raggiungere la zona che ospiterà la protesi, solitamente nel solco sottomammario, sotto l’ascella o lungo il perimetro dell’areola.
Mastoplastica riduttiva: ha ovviamente come fine quello di ridurre il volume di un seno sproporzionato rispetto al soggetto. Oltre a finalità estetica, la mastoplastica riduttiva ha spesso uno scopo funzionale, poichè serve a risolvere problemi di incurvamento della colonna vertebrale, delle spalle, o dovuti a macerazione della cute. Tutti problemi causati dall’eccessivo peso e volume delle mammelle. Questo intervento è ben più complesso del precedente, si esegue in anestesia totale: il chirurgo incide lungo i disegni predisposti, procede allo scollamento della ghiandola dal piano muscolare e asporta quindi l’eccesso ghiandolare/cutaneo previsto.
Mastopessia: è in pratica un vero e proprio intervento di “lifting mammario”, un procedimento chirurgico di formazione ricostruttiva, utilizzato per sollevare le mammelle quando vi è una perdita di tonicità.

Mastoplastica: il decorso post operatorio

Sia che si tratti di un intervento di mastoplastica additiva che riduttiva (o mastopessi) il decorso post operatorio è di circa 5-7 giorni, di riposo ed assenza dal lavoro. Trascorsa circa una settimana dall’intervento si può tornare a svolgere un lavoro d’ufficio, mentre per lavori manuali sono necessarie almeno un paio di settimane. Nel caso in cui la protesi sia stata posizionata dietro il muscolo e non sopra, la guarigione sarà un po’ più lunga. Per quanto riguarda l’attività sportiva, si può ricominciare in forma molto leggera anche dopo un paio di settimane, ma per la piena attività fisica è bene che siano trascorsi almeno tre mesi dall’intervento.

Vuoi rifarti il seno? Questi sono i costi da affrontare per una mastoplastica

Partiamo da questo concetto base, un buon intervento non può costare poco: chirurgo, anestesista, la sala operatoria, protesi, degenza e tempo di recupero hanno un costo, e se non si vogliono correre rischi questo non può essere basso. Ma vediamo nel dettaglio quali possono essere i costi di un intervento di mastoplastica additiva:

  • Protesi di quinta generazione 1.400/1.600 euro la coppia.
  • Costo di una sala operatoria 600/900 euro comprensivo di apparecchiature di qualità e di due infermieri di sala come previsto dalla legge.
  • Degenza in Day Hospital (almeno 8 ore dopo la chirurgia per pazienti che abitano nella stessa città) 1.200 euro, compresa la sala operatoria. Da effettuarsi sempre in strutture dove sia presente una rianimazione e un complesso di diagnostica che possa affrontare qualsiasi problema.
  • Ricovero di 24 ore per pazienti che abitano al di fuori della città dove ha luogo l’intervento, 2.000 euro compreso di sala operatoria.
  • Utilizzo di materiali “disposable”, cioè utili per un solo intervento, 200 euro.
  • Costo di anestesista e chirurgo che varia a seconda dell’esperienza e del curriculum medico personale normalmente da 3000 a 10000 euro.

A grandi linee possiamo dire che per una mastoplastica addittiva su può arrivare anche a 8.000-12.000 euro. Per una mastopessi i prezzi sono leggermente inferiori: tra i 6.000 e i 10.000 euro. Mentre la mastoplastica riduttiva è leggermente più cara, fino ad arrivare a 14.000 euro.

Rifarsi il seno risparmiando, si può?

Abbiamo appena detto che un intervento di mastoplastica eseguito in un centro ben attrezzato e da un’equipe altamente professionale non può costare poco. E allora? Non è proprio possibile risparmiare? In Italia no, ma una soluzione può esserci… andare all’estero. In rete il turismo medico all’estero sembra essere l’ultima frontiera dei viaggi “all inclusive”. Un nuovo vero e proprio business che sta nascendo: medicina estetica e trattamenti dentistici all’estero. Alcuni esempi? Un pacchetto vacanza tutto incluso: vitto, alloggio e intervento di chirurgia plastica con soli 3.500 euro, per volare dall’Italia verso la Tunisia, trascorrere una settimana in albergo e rifarsi il seno. Il turismo medico è un fenomeno nato in Inghilterra e Stati Uniti, che si sta diffondendo anche in Italia. Dagli interventi dentistici al lifting, dalle cure dimagranti a quelle contro le calvizie, su internet spuntano agenzie che offrono vacanze salute verso paesi in cui il costo del lavoro è molto più basso che da noi, quindi con prezzi assai più bassi e competitivi. Queste le mete più gettonate dagli italiani per interventi di chirurgia estetica all’estero:

  • TUNISIA
  • SLOVENIA
  • UCRAINA
  • UNGHERIA
  • TURCHIA
  • BRASILE
  • POLONIA
  • ROMANIA

Il consiglio è sempre lo stesso: Italia o estero che sia, prendete informazioni, contattate il medico prima, valutate la struttura, verificate la provenienza e la qualità delle protesi, documentatevi! Poi scegliete pure in base alle vostre necessità e preferenze.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute sul sito hanno esclusivamente scopo informativo. In nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata.


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