5 La parola a Topo Nudo, animale di laboratorio

La parola a Topo Nudo, animale di laboratorio

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Mi presento: sono Topo Nudo, il vero topo di laboratorio. Sono originato da un ceppo con una mutazione, spontanea e non indotta artificialmente, che genera individui come me che hanno un timo assente o non funzionante, quindi con un sistema immunitario inibito a causa di un numero notevolmente ridotto di cellule T. Ecco perchè sono il vero, inimitabile, topo di laboratorio.

Ed ecco perchè sono molto offeso: bisogna che voi umani la smettiate di chiamare “topi di laboratorio” quegli inutili e pericolosi umani che invece di salvare vite negli ospedali, pubblici o meglio privati accreditati, perdono tempo, ad esempio, nell’affrontare la prima vera emergenza immigratoria europea (ricordate il Vlora, cioè i 40.000 albanesi del primo sbarco in Puglia nel 1991?), ovvero si trastullano nel risolvere in pochi giorni l’ultima epidemia italiana di colera, quella del 1994, così evitando all’Italia il cordone sanitario ed il blocco dell’esportazione degli alimenti, in particolare ittici.

Tra questi cosiddetti “topi di laboratorio” ce ne sono alcuni particolarmente perniciosi: pensate che invece di salvare vite organizzano sistemi sentinella idonei a rilevare precocemente l’insorgenza di patologie infettive al fine di non intasare strutture ospedaliere e rianimazioni (se, dove e quando esistono), come quelle lombarde da qualche vero “salvatore di vite” dichiarate presuntivamente pronte e sufficienti.

Ce n’è qualcuno poi particolarmente inutile che perde tempo nel disegnare strategie che hanno eradicato malattie come la polio e che in Italia hanno anche azzerato la polio vaccino-associata.

Ma non basta! Col mio nome vengono chiamati addirittura quegli inutili personaggi chiamati a definire laboratoristicamente se quel tale allarme bioterroristico (da Yersinia pestis, ad esempio, piuttosto che da antrace) fosse o meno giustificato; per non parlare poi quando col mio rispettabile nome vengono indicati quegli altri inutili soggetti che, mentre eletti e preclari ottimati salvavano vite, loro invece organizzavano e gestivano i soccorsi alle popolazioni terremotate danzando allegramente sulle note di Mercalli piuttosto che Richter!

E poi… voi umani, comunque, siete troppi!

Almeno prima tra conflitti, genocidi, sistemi sanitari inesistenti o per pochi (meno male che questa realtà è ancora largamente presente) ed artifici vari riuscivate a fare qualche milione di morti a cadenza periodica. Ma adesso? Non resta che affidarsi alla cecità ed alla sordità di chi cancella fatti come il pentimento in punto di morte di chi aveva negato l’esistenza di SARS-CoV-2 o davanti all’estendersi dell’attuale pandemia con centinaia di migliaia di ricoverati e massiccio ricorso alle terapie intensive (sempre se, dove e quando esistenti) continuando ad alimentare fosse comuni perché i morti si contano a centinaia di migliaia.

Per fortuna le basi della trasmissione dei patogeni (cioè carica infettante, condizioni dell’ospite, abitudini di vita, condizioni socio-economico-ambientali, ad esempio) vengono del tutto ignorate da chi è salvatore di vite trasformando così l’endemia in “scomparsa clinica”, che è un po’ come l’herd immunity (cioè l’immunità di gregge… povere pecore!): poi qualcuno si è ammalato, qualcun altro si è protetto, ma gli effetti – pecore incolpevoli – ci sono stati e dureranno a lungo: infetti, malati, reliquati, morti… ma soprattutto “salvatori di vite” sempre più salvifici (meno male che ci sono!).

Ora mi scuso, ma devo andare perché uno di quegli insulsi soggetti che non salvano vite ha bisogno di me: pare che abbia allestito un vaccino contro una certa infezione virale per evitare di intasare le strutture di cui sopra, togliendo però in parte la possibilità, ai soliti salvatori di vite, di disprezzare questi perditempo, soprattutto utilizzando la solita modalità deontologicamente correttissima!

Da parte mia, spero solo che questi perdigiorno trovino un sistema che utilizzi altri “modelli”, in modo da salvare anche la mia di vita. E che magari gli umani capiscano, relativizzandosi, che siamo tutti coinquilini, rispettando di più gli ambienti di vita di tutti, prevenendo nuovi hot spot e pericolosi spillover. Cioè facendo prevenzione.

Ma voi umani, ed in particolare quelli che salvano vite, non ve ne accorgerete perché la prevenzione genera “non eventi”, realtà incomprensibile e comunque disistimata dai salvatori di vite: infatti non fa audience, non fa scrivere instant book né comparire in TV! Parola di Topo Nudo.






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