Cuore e alimentazione: un binomio importante

Cuore e cibo sono numerose le evidenze scientifiche che dimostrano l’associazione tra maggiore rischio di patologie cardiovascolare e un battito cardiaco elevato a riposo.

Cuore e salute: quali sono i fattori di rischio da controllare?

L’alimentazione è fondamentale per la salute del cuore ma prima di passare ai consigli da seguire per una dieta che favorisca il corretto funzionamento dell’apparato cardiovascolare è utile ricordare a tutti quali sono i fattori di rischio da tenere sotto controllo:

  • Fumo
  • Ipertensione: consiste nell’innalzamento della pressione del sangue sulle pareti delle arterie oltre i valori normali, è una condizione potenzialmente pericolosa per l’organismo e costituisce un fattore di rischio cardiovascolare
  • Colesterolo alto: il colesterolo è un grasso che svolge una funzione essenziale nella produzione della bile, degli ormoni steroidi e nella stabilizzazione delle membrane cellulare. Rappresenta però anche la quota principale del grasso che si accumula in eccesso nelle pareti delle arterie e che è responsabile dell’aterosclerosi
  • Obesità
  • Mancanza di attività fisica
  • Ansia e stress

Cuore e alimentazione: evidenze scientifiche

Sono numerose le evidenze scientifiche che dimostrano l’associazione tra un battito cardiaco elevato a riposo e un maggiore rischio di patologie cardiovascolari, anche in soggetti sani, tanto da essere considerato come un fattore di monitoraggio nella valutazione del rischio cardiovascolare. 

Uno studio pubblicato nel 2014 sulla rivista European Journal of Preventive Cardiology dimostra come il solo aumento di 10 battiti al minuto a riposo è associato al 10-20% in più del rischio di morte prematura. Inolte, lo studio afferma come stile di vita e alimentazione, ma anche specifici trattamenti farmacologici volti alla riduzione del battito cardiaco a riposo, debbano essere considerati da parte di soggetti con un battito cardiaco a riposo superiore alla norma.

Cuore e alimentazione: un binomio importante. By: www.pixabay.com – Credit: TanteTati

Un ulteriore lavoro del 2013 pubblicato su Heart Rhytm, dimostra come un battito cardiaco a riposo superiore ai 90 battiti al minuto sia associato ad un rischio 5 volte maggiore di morte cardiaca improvvisa.

Dunque, come dimostrano le evidenze scientifiche, il battito cardiaco a riposo elevato può essere considerato un fattore di rischio indipendente riguardo alle patologie cardiovascolari anche in soggetti adulti sani. Non resta che capire cosa si potrebbe fare nell’ambito dello stile di vita e in quello di una corretta alimentazione per ridurre un battito cardiaco a riposo elevato.

Cuore e alimentazione: come ridurre il battito cardiaco a riposo?

La prima strategia è sicuramente quella di praticare un’attività fisica regolare, soprattutto di tipo aerobico. Purtroppo un’eccessiva sedentarietà influisce negativamente non solo sul peso corporeo ma sulla salute cardiovascolare.  Non a caso gli atleti sono soggetti che tendono ad avere un ritmo cardiaco a riposo molto più basso rispetto agli altri. Muoversi un po’ di più è fondamentale ai fini della prevenzione cardiovascolare!

Non solo. In tutto ciò anche una corretta alimentazione ricopre un ruolo importantissimo.

Cuore e alimentazione: il ruolo chiave degli omega 3. Unicredit: cattalin By: www.pixabay.com

Al primo posto per l’efficacia nella riduzione del battito cardiaco a riposo vi è il consumo di pesce, grazie alla presenza di omega-3, acidi grassi polinsaturi noti per le proprietà antinfiammatorie che possono contribuire a ridurre il battito cardiaco a riposo. Un lavoro del 2012 pubblicato sulla rivista Frontiers in Physiology dimostra come gli omega-3 siano in grado di ridurre l’eccitabilità elettrica di membrana dei miociti cardiaci, riducendo il potenziale di membrana a riposo e diminuendo la durata del periodo refrattario mediante l’inibizione dei canali ionici. In parole più semplici, riduzione del battito cardiaco e maggiore effetto di “prevenzione” cardiovascolare.

Cuore e alimentazione: il ruolo dei legumi. Unicredit: arielnunezg By: www.pixabay.com

Sempre nella riduzione del battito cardiaco a riposo un ruolo importantissimo spetta anche ai legumi. A dimostrazione di ciò in uno studio condotto su pazienti diabetici, pubblicato nel 2012 sulla rivista Archives of Internal Medicine, è stato visto come il consumo giornaliero per 3 mesi consecutivi di una porzione di legumi quali lenticchie, piselli o fagioli, fosse associato non solo a migliori livelli glicemici ma anche ad una riduzione del rischio cardiovascolare. in particolare, è stata registrata non solo una riduzione della pressione sanguigna, sia sistolica che diastolica, ma anche una riduzione media di 3,4 battiti al minuto del battito cardiaco a riposo. Perchè? Molto probabilmente, i legumi influiscono positivamente grazie alla loro particolare composizione in proteine vegetali e soprattutto in fibre. Quest’ultima componente è fondamentale nel migliorare i livelli lipidici, soprattutto dei trigliceridi che possono influire negativamente sul battito cardiaco a riposo.

Cuore e alimentazione: la dieta per un cuore in forma!

Vediamo insieme quali sono gli alimenti da consumare per mantenere il nostro cuore in buona salute e come essi aiutano in questa funzione:

  • Pesce: l’effetto protettivo è dovuto agli acidi grassi omega-3. In laboratorio questi polinsaturi si sono dimostrati in grado di ostacolare la progressione dell’aterosclerosi e ridurre il rischio trombosi
  • Legumi
  • Frutta fresca, verdure e ortaggi di tutti i tipi: diversi studi hanno mostrato che chi ne consuma elevate qualità è meno a rischio di infarto e di trombosi rispetto a chi ne consuma poca e niente. Anche qui, l’effetto protettivo sembra dovuto all’alto contenuto in vitamine di questi cibi, soprattutto vitamina E, vitamina C e carotene
  • Preferire il consumo di oli vegetali ai grassi di origine animale: il consiglio di ridurre o abolire il consumo di burro, strutto e dei grassi animali in genere, deriva dalla presenza, in questi prodotti, di elevate quantità di acidi grassi saturi e colesterolo, questo non accade con grassi di origine vegetale come l’olio di oliva
  • Limitare il consumo di dolci: alimenti ricchi di grassi e zuccheri semplici
  • Preferire il consumo di alimenti ricchi di amido: patate, pasta, pane (preferibilmente integrali)
  • Limitare il consumo di carni grasse: maiale, oca, anatra
  • Preferire carni magre: pollo, tacchino (senza pelle), vitello, coniglio
  • Ridurre il consumo di insaccati: salame, mortadella, wurstel
  • Preferire formaggi freschi: ricotta, fiocchi di latte
  • Preferire latte parzialmente scremato e yogurt magro
  • Consumo di uova: 2 volte a settimana
  • Limitare il consumo di caffè, bevande gassate e zuccherate
  • Preferire la cottura alla griglia, alla piastra, al vapore evitando gli arrosti e tutti i piatti che necessitano di salse ricche di grassi

Anche in questo caso un’alimentazione corretta, un’attività fisica regolare e uno stile di vita sano sono i tre fattori ambientali principali da tenere in considerazione ai fini della prevenzione cardiovascolare.

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