Anoressia

Anoressia, come riconoscerla, come combatterla

L’anoressia si riscontra quando il paziente scende sotto l’85% del peso normale per la propria età, sesso ed altezza. Importante è la diagnosi precoce della malattia o del “disagio” alimentare che ne è la conseguenza. Infatti sempre più spesso è proprio questo il problema principale, riconoscere la malattia in tempi rapidi, per proporre soluzioni efficaci prima che molti danni siano già stati fatti, sia a livello fisiologico che psicologico.

Il rifiuto del cibo, determinato dall’ossessione di prendere peso, anche se si è sottopeso, inizia con la “preferenza” verso cibi poco grassi, ritenuti “sani” e poco calorici, fino a sfociare nel rifiuto quasi totale per gli alimenti.

L’anoressia, insieme alla bulimia, colpisce sempre più giovani: oltre 8.000 nuovi casi ogni anno (10% maschi) ed un totale di circa 3 milioni di casi registrati in Italia. Numeri enormi che svelano una vera e propria emergenza di salute mentale, per gli effetti devastanti che hanno sulla salute e sulla vita di adolescenti e giovani adulti. Un allarme spesso sottovalutato dai mass media, spinti a celebrare una “bellezza da copertina” che non si ritrova nella vita reale e che tende a sottostimare la pericolosità di questa malattia subdola. “In realtà di anoressia e bulimia nervosa si guarisce, basta intraprendere un percorso mirato di terapie”, queste le dichiarazioni di Maria Gabriella Gentile, responsabile del Centro per la Cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare all’Ospedale Maggiore Niguarda di Milano.

disturbi alimentari

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